Giochi per bambini di 6 anni: siano stimolanti a livello motorio e intellettuale

I giochi per bambini di 6 anni siano piacevoli, divertenti e contemporaneamente educativi e allettanti intellettualmente.
 
L’occupazione principale dei bambini a questa età è lo sviluppo intellettivo, che procede per diversi canali ed è sempre in atto. Ogni suggerimento e proposta sono un’opportunità di conoscenza e apprendimento. Il gioco è parte fondamentale di questo processo. 
 
I giochi per bambini di 6 anni devono essere mirati: avere uno scopo e non essere slegati dalle altre attività. I giochi devono permettere un confronto con la quotidianità reale e svilupparsi in modo logico. Devono implicare un impegno: dal rispetto della regole, alla richiesta di uno sforzo, di una tensione emotiva, che metta ognuno davvero “in gioco” sia nel confronto con gli altri partecipanti che con se stesso. 
 
Ogni attività può diventare ricreativa: anche allo studio si può dare un valore d’intrattenimento ludico: fingere di essere la maestra/il maestro che insegna  ad una classe immaginaria è un ottimo escamotage per ripetere una lezione divertendosi. Come ci insegna la buona Mary Poppins anche sistemare la cameretta, se diventa una sfida a chi finisce prima, è spassoso. 
 
Fare le lettere con il corpo, 1-2-3 stella, il telefono senza fili, scatenarsi giocando a pallone all’aperto, cimentarsi in un semplice gioco da tavolo, immedesimarsi in un ruolo sono tutti esempi di attività creativa e stimolante. 
 
L’obiettivo dei giochi bambini per bambini di 6 anni è quello di iniziarli al rispetto delle persone (sia dell’adulto che controlla il regolare sviluppo delle attività, sia dei compagni), delle regole, di far nascere lo spirito di solidarietà e di condivisione, lo spirito di squadra, eliminando qualsiasi atteggiamento esclusivo e discriminante. 
 
Se i giochi bambini per bambini di 6 anni creano momenti di incomprensione e di litigio, l’adulto intervenga in modo equilibrato e analogo per tutti i casi simili. Si informi sul motivo della lite e agisca di conseguenza. Se la situazione non è chiara e cristallina e, conoscendo i pargoletti coinvolti, si percepisca un’impossibilità di determinazione netta di responsabilità, il giudizio sia lo stesso per entrambi. Se i piccoli non sono in grado di capire il significato e il motivo dell’eventuale punizione o breve castigo, non siano riammessi al gioco. Solo con la comprensione di un atteggiamento manchevole o scorretto da parte degli interessati, potremo avere la certezza che il gioco, quale allenamento alla vita, stia dando i suoi frutti.